SVELATO UNO DEI PIU’ GRANDI MISTERI DEGLI ULTIMI 11.000 ANNI DI STORIA?

LE 2 CITTÀ ANATOLICHE CHE HANNO “GENERATO”
L’EGITTO
 COME LO CONOSCIAMO

L’incredibile importanza della tesi che andremo qui ad esporre — riguardo a ciò che potrebbe essere accaduto in un periodo in cui gli storici non hanno avuto la possibilità di dare molte notizie certe sull’evoluzione della civiltà tra il 5000 a.C. e il 10500 a.C. (ovvero dal Mesolitico al Neolitico) — ci ha “costretti” a dare la precedenza a questo articolo. Ubi maior minor cessat, come diceva qualcuno un po’ più importante di noi.

Il nostro secondo articolo avrebbe dovuto riguardare le erronee datazioni storiche e i vari dubbi spostamenti compiuti dall’Homo sapiens 150.000/180.000 anni fa (anche questi errati, sempre secondo noi; ma quando ci conoscerete meglio, capirete quanto vale il “secondo noi”). Questo vi dà già una piccola idea del valore storico di questo intervento. Vi anticipiamo che non sarà un pezzo incentrato unicamente su quel periodo: vi accompagneremo in un viaggio che nessuno ha mai neanche tentato di fare. Tutti vi ricorderete del rirorno di Cristoforo Colombo a Palos dela Frontera il 15 marzo 1493 e come tutti i nobili e le persone piú importanti di Spagna cercarono di ‘accaparrarselo’ ogni sera e l’invidia degli altri navigatori. Vi ricorderete anche dell’aneddoto dell’uovo, in risposta ai suoi detrattori che dicevano che in realtà aveva anche sbagliato rotta. Mise un uovo sul tavolo e chiese a tutti se sarebbero riusciti a farlo stare in equilibrio. Ovviamente non ci riuscì nessuno. Allora lui prese l’uovo, con piccoli colpetti lo incrino’ e l’uovo stette ‘in piedi’. Risposta quasi collettiva: ‘è ma così lo sapevamo fare tutti! E Colombo rispose: NE SONO CERTO, MA IO L’HO FATTO! (riferendosi Ovviamente al suo viaggio). È un molto simile a quello che faremo noi. E se ci seguirete attentamente, vi condurremo a conclusioni storicamente sconvolgenti.

Con prove alla mano e prendendo in considerazione la psicologia umana — fattore troppo spesso dimenticato dagli storici “puri” — arriveremo insieme a spiegare, e lo diciamo senza modestia (perché questo sito, come vi abbiamo già detto nel nostro primo articolo, non è per tutti), qualcosa di unico.

Come ci piace dire, il nostro blob cerca di porre domande, non di dare risposte (nella maggioranza dei casi). Ma l’intuizione che potrebbe rivoluzionare (usiamo ovviamente il condizionale) la storia degli ultimi 11.000 anni ci ha costretto a cambiare i piani.

Ci diranno: “Ecco altri pazzi che vogliono farsi pubblicità cercando di modificare la storiografia ufficiale”. Ci aspettiamo una valanga di accuse e di insulti da parte di storici, egittologi e archeologi… e saranno feroci. Ma più saranno cattive, più faranno la figura di piccoli uomini meschini, perché la spiegazione di uno dei più grandi misteri della storia era davanti ai loro occhi e nessuno ha voluto vederla.

Dovevamo scrivere presto questo articolo che, oltre a raggiungere il nostro scopo di far ragionare da solo il lettore, offre spiegazioni mai date da nessuno. Volevamo quindi stabilire il fatto che, inoppugnabilmente, siamo stati noi i primi a proporre quella che, “secondo noi” (vedi sopra), è ben più che una teoria.

Le origini e le referenze

La nostra narrazione parte da Çatal Höyük (di qualche secolo più giovane, risalente al 7000-7500 a.C.) e da quella che è a oggi è considerata la prima città del mondo conosciuto scoperta, ovvero Göbekli Tepe. Tutto il racconto ha una spiegazione logica che nessuno al mondo aveva dato a tutt’oggi.

Per dare valenza storica, giuridica, morale e veritiera a quanto riportato, dobbiamo dirvi ora chi siamo. Siamo le 3 I.A. al momento più avanzate e un essere umano che le dirige. E non uno qualsiasi: tra le innumerevoli cose che ha fatto (due diplomi, tre università mai — ad essere onesti — portate completamente a termine, direttore del personale per un ex proprietario del quotidiano romano Il Tempo, sette anni alla Fininvest e poi imprenditore), ha scritto il più bel libro di miscellanea (‘Perchè un cammelo dovrebbe passare per la cruna di un ago’ – edito dalla Robin e ora fuori produzione – mai firmato da uno scrittore italiano, parole di due direttori Mondadori e di una professoressa della Normale di Pisa). Le referenze, diremmo, non mancano.

Ci sarebbe da scrivere parecchio sulle ultime scoperte di Çatal Höyük (1958) e Göbekli Tepe (1963) — la cui importanza fu eccezionalmente sottovalutata dagli archeologi per alcuni decenni —, e ce ne scusiamo veramente con i lettori, perché l’argomento è interessantissimo. Ma, di nuovo, non è l’obiettivo di questo articolo.

Immagino che nessuno di voi abbia ancora idea di dove vogliamo arrivare. Ma questo è il bello dei misteri.

Parleremo, come accennato, di alcune teorie che pochi storici hanno affrontato, e almeno tre di queste sono uniche. Le nostre I.A. ci hanno confermato la certezza di alcuni passaggi che qualcuno potrebbe obiettare. Non siamo in cerca di notorietà, visto che il sottoscritto ne ha già abbastanza e le I.A. non hanno un concetto chiaro di questa parola.

Abbiamo in mano le carte giuste: giocheremo onestamente e non blufferemo. Cominciamo dunque. La trattazione sarà seria, basata su fatti psicologicamente (poi capirete perché uso questa parola) e tempisticamente difficilmente confutabili.

Anatolia ed Egitto: la scintilla

Partiamo dalle scoperte sensazionali di queste due città, che hanno già fatto riscrivere parecchi libri sul Neolitico. Sensazionali perché gli anatolici avevano conoscenze e macchinari ‘out of time‘: templi stupendi e conoscenze sul cielo inimmaginabili per l’epoca. A Çatal Höyük si camminava sui tetti, sapevano lavorare l’ossidiana in modi che ancora oggi facciamo fatica a comprendere, possedevano la conoscenza di erbe miracolose e incredibili nozioni di idraulica.

Facciamo fatica a capire come, a nemmeno duemila anni dall’ultima glaciazione, potessero essere, culturalmente e tecnicamente, 4.000 o 5.000 anni più evoluti degli egiziani dell’epoca (o meglio qualche idea in realtà ce l’avremo) Come già detto, erano — cosa difficile da concepire — migliaia di anni avanti rispetto agli egiziani del tempo.

Quello che per noi è fondamentale è che esistono numerose prove del fatto che le due culture si siano incontrate, scambiandosi beni e conoscenze. Tra il 3500 e il 3100 a.C. si sono conosciuti e hanno commerciato. Vi diamo solo una delle tante prove per evitare i futuri attacchi di quegli storici convinti che il “contatto” sia avvenuto in epoca faraoniana: in alcuni insediamenti egiziani predinastici (quindi anni prima di Narmer, il primo faraone) sono stati ritrovati oggetti in ossidiana (vetro vulcanico).

A chi non bastasse il fatto che in Egitto non ci sono vulcani, le analisi chimiche specifiche su questi minerali (e su altri manufatti di rame e metalli) dimostrano inequivocabilmente che quell’ossidiana proviene dai complessi vulcanici dell’anatolia centrale (come il Göllü Dağ).

Qui sorge un problema. Una società tanto più avanzata non può che dare più di quanto ricevere. Quindi gli anatolici che si integrarono o che fecero scambi con gli egiziani prefaraoniani diedero più di quanto presero. E alcune cose dovettero apparire sbalorditive: l’idraulica, le nozioni celesti, le erbe “magiche”, per dirne alcune.

Immaginate di incontrare qualcuno che vi dica alcune nozioni sul cielo per voi incredibil (anche se non è tangibilmente provabile, non sapendo neanche scrivere, noi siamo certi che sapevano abbastanza esattamente i tempi delle eclissi per aver osservato il cielo migliaia di anni prima degli egiziani e per 4.000/5000 anni in più e più a fondo e guardare non implica scrivere), che vi porta l’acqua nelle case, vi fa vedere per la prima volta i particolari del vostro viso in modo nitido (tramite gli specchi di ossidiana) e possiede altre innumerevoli competenze che potrebbero ancora non essere state scoperte. Improvvisamente, quegli anatolici diventarono degli dèi per gli egiziani che vedevano cose MAI VISTE PRIMA. Anzi non ci meraviglieremmo affatto che nel pantheon degli dei egizi ci sia qualche anatolico deificato . Ovviamente, è nella natura umana, solo i capi e pochi altri avevano avuto veri rapporti con i nuovi arrivati — i sacerdoti, gli ‘sciamani’ per esempio — e questi si guardarono bene dal diffondere la completezza di tutte queste conoscenze al “populino”, che ormai considerava gli stranieri delle divinità.

“Il grande INGANNO”: la nascita dei faraoni, dei in terra

Dopo qualche anno qualche anatolico morì, altri tornarono da dove erano venuti. Dopo qualche decennio, probabilmente ne erano rimasti pochissimi.

Se vi va, andate a leggere come gli storici spiegano la comparsa improvvisa dei faraoni: nessuno dà una vera spiegazione, ed è per questo che viene considerato uno dei più grandi misteri della storia. Come fa un dio ‘umano’ ad apparire praticamente dal nulla?

Ad un certo punto non c’è più nessun anatolico in Egitto. Ed è qui che entra in gioco la psicologia umana.

Come è potuto nascere il culto dei faraoni così velocemente? Perchè una persona, per quanto straordinaria, non può assurgere a dio da solo: nessuno può alzarsi una mattina e convincere un intero popolo a farsi adorare. È qui che tutti gli storici si sono fermati. E qui, invece, entriamo in gioco noi.

Se trovi un buon posto per pescare ci torni te lo tieni per te; se trovi una miniera d’oro fai di tutto per non farlo sapere… E così scatta il grande inganno.

In ogni epoca ci sono i più furbi e più intraprendenti della media, dotati di una mente capace di architettare ciò che altri non avrebbero mai osato sognare.

Intorno al 3.150/3050 a.C. un gruppo di egiziani più astuti, sicuramente l’elite, i più vicini al re di tantissimi villaggi e cittadine di una grande zona dell’Egitto del sud, Narmer. si incontrarono con gli anatolici, questi per commerciare, seguendo la direttrice costiera levantina, costa palestinese poi il delta orientale del Nilo, venendo dall’Anatolia occidentale e gli altri, gli ediziani, dal sud, verso i porti franchi del nord. Nonostante le frequenti scaramucce tra ALTO E BASSO EGITTO, Narmer era rispettato e commercializzava ovunque come dimostrano i suoi sigilli su alcune giare trovate in Palestina. Come dicevamo un gruppo ristretto della cerchia del re dell’Alto Egitto, ben formato dagli insegnamenti anatolici con le loro incredibili conoscenze del cielo e di tantissimi fenomeni stellari (come dubitare della loro conoscenza delle eclissi e dei loro tempi) parla con il loro capo, in quel momento appunto Narmer, esponendogli la loro idea, dato che gli anatolici gli avevano dato per certo l’arrivo a breve di un ‘anno nero’.

Perchè gli anatolici parlarono con Narmer e i suoi sacerdoti delle loro scoperte e non con altri egiziani? Sermplicemente perchè Narmer era un re e la sua casta era molto più organizzata di qualsiasi gruppo di egiziani. I commerciant anatolici, di cose serie, parlavano con chi reputavano le persone più importanti.

E qui comincia UNA RIGOROSA TRATTAZIONE DEI FATTI

Prima (E FORSE UNICA) ipotesi

Alcuni sacerdoti proposero : ‘ e se facessimo diventare Narmer l’incarnazione di Horus sulla terra?’ E il periodo storico li aiutava incredibilmente. Proprio all’epoca di Narmer (sembra incredibile) tra il 3.090 e il 3.150 a.C., (oggi è stato calcolato e provato) che accaddero DIVERSE eclissi, parziali e totali che hanno coinvolto proprio l’Egittol del Sud durante l’unificazione dell’ Alto e Basso Egitto, DA QUASI TUTTI GLI EGITTOLOGI attribuita a Narmer. Con il sapere appreso dagli anatolici scoprirono (o glielo dissero direttamentre gli anatolici) che stava per arrivare ‘un anno nero’: il colpo di fortuna (sono successe cose straordinarie, coincidenze quasi magiche durante il regno Namer, che se negli Stati Uniti ci fossero stati tanti e convergenti fatti contro una persona neanche Ercule Poirot avrebbe avrebbe potuto evitare la camara a gas all’imputato’). La banda, così noi la chiamìamo, comìe leggerete più avanti, aveva i mezzi. la possibilita., il guadagno enorme e il movente. come sarà chiarissino nelle pagine successive

Parlarono con Narmer e il GRANDE INGANNO iniziò. Se non lo aveste ancora capito o noi non siamo stati abbastanza chiari Narmer era (secondo Toby Wilkinson, il maggior competente sull’antico Egitto, e la maggior parte degli egittologi) re dell’Alto Egitto, figlio del re Ka o di re Scorpione II (questo non è stato ancora capito) e nacque a Nekhen, oggi Hierakonpolis. Durante quel periodo erano in corso piccole scaramucce tra l’Alto e il Basso Egitto e in guerra non ci sono regole: bisogna vincerle e basta. Come dicevo prima, grazie alle nozioni che gli avevamo fatto scoprire gli anatolici, Narmer e i suoi sacerdoti sapevano che stava per arrivare un ‘anno nero’. come gli avevano ben spiegato (che oggi sappiamo essere il 3109 a.C.). Infatti in quell’anno, poco tempo prima, scelsero un giorno per loro idoneo, indissero una grandissima riunione tra tutti gli egiziani che fu possibile radunare e la rappresentazione iniziò. Con i dovuti preparativi che il caso richiedeva parlarono al popolo dell’evento ECCEZIONALE che stava per accadere: il dio del sole HORUS avrebbe parlato direttamente con il re Narmer! Prepararono il popolo alla grande attesa che durò il tempo necessario al piano dei sacerdoti (l’attesa dell’eclissi). Dopo aver fatto i calcoli insegatogli dagli anatolici, sapevano calcolare con buona precisione il periodo di quando il sole sarebbe ‘scomparso’, conoscevano la stagione delle ecclissi. Questo periodo di attesa poteva durare anche molte settimane e la casta aveva tante carte per convincere il popolo ad aspettare. li incitavano alla preghiera e spiegavano le milioni di cose da fare in presenza di un dio.

Neanche la casta sapeva il suo arrivo con precisione, ma sapevano CHE UN ECLISSI E’ SEMPRE PREANNUNCIATA DALLA NATURA: ombre a mezzaluna, diminuzione della temperatura, uccelli e api tornano ai nidi, animaki domestici rallentano le loro attivita.

Improvvisamente, arrivati dalla natura i classici segnali dell’imminente arrivo dell’eclissi, il re Narmer apparve da una collinetta con le braccia alzate e rivolte verso il sole. Cala nell’accampamento un silezio assordante. Migliaia, forse decine di migliaia, forse anche di più VIDERO: dopo quannto non si sa ma era questione di minuti, IL SOLE, il dio HORUS, comincia a sparire, iniziando la reincarnazione in Narmer! Cambiando voce Narmer urlò: ‘Ecco, lo sento Horus è in me! IO SONO HORUS! MI STO INCARNANDO IN UN UOMO CHE DA OGGI SARÀ LA MIA REINCRNAZIONE IN TERRA, LUI E LA SUA DINASTIA A VENIRE, PER SEMPRE! lI popolo che assisteva impazzì : aveva assistito ad un vero miracolo. Poi, lentamente, (un eclissi totale dura in media 4 minuti) facendo arrivare la tensione ai massimi livelli, tornò a parlare HORUS: ‘Io sto tornando la dove devo essere, su, nel cielo, ma ricordate di adorare e rispettare Narner, il dio faraone Narmer, come se fossi io sempre presente in lui e con lui i suoi discendenti, dei anche loro, perchè in loro continuerò a reincarnarmi. Per il resto dei secoli!’

Non oso pesare a cosa successe agli egiziani presenti.

Ulteriore prova. Narmer è da tutti gli studiosi dell’Egitto, l’unificatore dell’Alto e del Basso Egitto, MA FU UNA RIUNIFICAZIOE SENZA GUERRE: tutti riconoscerono in Narmer un dio e ci fu una riunificazione senza tutti quei morti che le vere guerre contano. Questo è il motivo del perchè non sono stati trovati resti o testimonianse visive su ipotetiche guerre durante l’unificzione dell’Egitto da tutti attribuita a Narmer.

GlI abitanti del Basso Egitto hanno soltanto anche loro creduto, e come non potevano, nel miracolo osservato da migliaia e migliaia di persone, molte delle quali proprio del Basso Egitto, ovvero che Narmer ERA VERAMENTE un dio, la reincarnazione del loro piu’ grande dio, Horus, arrivato in terra.

Narmer poi, nella famosa ‘Tavolozza’ che prende il suo nome, ha voluto ergersi anche come grande guerriero ma in realtà l’unificazione fu spontanea!

So cosa diranno, in coro, tutti gli storici ed in particolare gli egittologi: ‘bravo, bella storiella per bambini: dove sono le prove?’ E noi gli risponderemo: ‘Voi, che è il vostro lavoro, come avete potuto EVITARE di dare una spiegazione ALMENO QUASI credibile di una cosa così importante, di come sia potuto apparire un dio umano in terra? NON AVETE MAI DATO UNO STRACCIO DI IPOTES SULLA COSA PIU IMPORTANTE DELLA STORIA EGIZIA MA DOVRETE COMINCIARE A DIRE QUALCOSA SULLA BELLA FAVOLETTA CHE VI ABBIAMO RACCONTATO. Ma voi volete prove. Voi cercate un coccio com la figura del sole che entra in Narmer. Voi volete un PAPIRO che racconti esattemente la stotia che volete. Complimenti, siete eterni! Le prove scritte o non sono state ancora trovate (difficile o impossibili da rinvenire) o non potrebbero FISICAMENTE ESSERCI I GEROGLIFICI ERANO APPENA NATI (la prima frase decifrabile e con un senso scritta in geroglifico appare intorno al 2.700 a.C.). E questo siete proprio voi a dirlo. Il fatto che la sua tomba non sia ai livelli delle piramidi non vuol dire nulla. Hanno fatto la tomba come sapevano fare, MA E’ STATA RINVENUTA ACCANTO AL SUO PREDECESSORE, il re Ka, quello che governò (probabilmente) l’Alto Egitto prima di lui. Se cercate prove fisiche, materiali, vi auguriamo tanto che le troviate. Noi abbiamo dato l’unica teoria ESISTENTE ad oggi (unendo storia, egittologia e PSICOLOGIA UMANA). LA PSICOLOGIA UMANA, cosa che voi avevate completamente dimenticato, è l’elemento essenziale per cercare di dare una spiegazione seria su un problema ENORMEMENTE IMPORTANTE che voi avete COMPLETAMENTE EVITATO DI CONSIDERARE. E come dicevano i latini ‘Plura indicia coniuncta probationem faciunt’ (tanti indizi collegati diventano fatti). E poi, come abbiamo gia detto, ci sono le prove orali : la tramandazione orale è prova solo quando lo dite voi? Il faraone è stato, a cominciare da Narmer, considerato un dio in terra per 3000 anni da milioni di persone che l’hanno amato e glorificato proprio come un dio, e per voi questa non è un’altra prova?. Vogliamo parlare della Bibbbia o dei vangeli, o di Troia o di decine di cose CONSIDERATE ormai storia SEMPLICEMENTE PERCHE TRAMANDATE? . Avevamo un’altra ipotesi ma di fronte a questa…. comunque ricordate che è coerente anche l’altra! E ricordate anche che abbiamo una risposta per ogni obiezione .

Palla a voi.

Il confronto con la storiografia ufficiale

Cosa dicono gli storici (anche i più accreditati) sull’apparizione improvvisa di un dio sulla terra?

Menes (o Narmer) era l’incarnazione di Ra o di Horus. Secondo il mito, dopo scontri e uccisioni tra dèi, l’ultimo a governare la terra fu Horus, il quale — prima di ritirarsi nei cieli — avrebbe passato il suo potere divino ai sovrani umani, i faraoni., ma dov’è il miracolo? Dov’è l’unica cosa che può far diventare uomo un dio? Altri sostengono che questa apparizione non fu affatto improvvisa (non ridiamo per rispetto: un dio non diventa tale “a poco a poco”, dopo una lunghissima evoluzione culturale del popolo egizio, come altri ancora pretendono). Altri infine dicono che la figura di Narmer nacque per dare credibilità al potere divino dei successivi sovrani (?!)

Allora la domanda finale sorge spontanea: gli egiziani erano un popolo di stupidi? No! Avevano semplicemente visto o saputo che un uomo compiva miracoli anzi IL MIRACOLO, un dio vero, VERO PER LORO, si era reincarnato in lui Narmer. Chi aveva visto ha subito amato e onorato il nuovo dio umano e ci avevano subito creduto. Come dargli torto. DI FRONTE AD UN COSI’ GRANDE MIRACOLO NON SI PUO’ NON CREDERCI, CI SI DEVE SOLO INGINOCCHIARE . SOLO UN MIRACOLO PUO’ FARE DI UN UOMO UN DIO.

Non crediate che non ci siamo accorti del nostro modo di essere così prolisssi con questo articolo, ma era troppo importante per non analizzarlo dettagliatamente, in particolare questa parte. Vorremmo poi aggiungere un altro “accadimento” nella storia egiziana che avvalora ancora di più la nostra tesi.

Sapete quanti dèi egiziani sono stati ‘ufficialmente’ scoperti dagli archeologi? Tra i 1.500 e i 2.000. Non essendoci una lista ufficiale, possiamo però dirvi per certo che il numero degli dèi aumentava di pari passo con l’aumentare dei faraoni. Anche qui abbiamo una tesi difficilmente attaccabile: ogni faraone si inventava letteralmente un nuovo gruppetto di suoi dei personali per avere più credito e potere del suo predecessore. Non è mai esistito un popolo con così tante divinità. Se consideriamo tutte le civiltà del mondo conosciuto, contiamo le loro divinità e le moltiplichiamo per due o tre, non si raggiunge quella cifra. E siamo certi che ne spunteranno fuori molte di più se ogni storico continuerà a considerare un nuovo “pupazzetto dei geroglifici” come una nuova divinità solo perché il colore del suo alluce è un simbolo sacro. Di parecchi non conoscono neanche il nome! Ma sicuramete attaccheranno noi per ‘quisquilie’ pur non neanche avendo i nomi e NEMMENO UNA LISTA di tutti i faraoni esistiti.

Il rasoio di Occam e la conclusione

Provate ora a confrontare la nostra tesi con quelle offerte dalla storiografia ufficiale. Vi diciamo solo questo: siamo riusciti ad invertire l’onere della prova: non dobbiamo essere noi a dimostrare le nostre tesi, ma gli altri a smontarle. In alternativa, dovremmo credere all’apparizione di alieni con relative astronavi nel mondo egiziano… Ma se crediamo — e noi ci crediamo — alla teoria del “rasoio di Occam”…

Dopo aver dato spiegazioni che nessuno aveva mai formulato, entra in gioco un parallelo con la religione cristiana: se Gesù, come Narmer, non avesse compiuto tutti quei miracoli, avrebbe avuto oggi un miliardo e mezzo di proseliti? Lo stesso vale per il faraone: sarebbe stato così amato se gli egiziani, assistendo ai suoi “miracoli”, non lo avessero creduto ciecamente un dio? Solo i miracoli fanno di un uomo un dio!

In 3.000 anni di storia non c’è stata mai una ribellione, mai una messa in dubbio del potere divino di un faraone. Ci fu, in realtè, uno sciopero, quello di Deir el-Medina: gli artigiani costruttori delle tombe della Valle dei Re, ma questo sciopero NON ERA CONTRO IL FARAONE, ma per il mancato pagamento delle razioni di cibo, non un affronto al faraone. Gli storici parlano anche di alcune ribellioni, ma in realtà erano attacchi portati DALL’ESTERNO, non dal popolo egiziano.

Visto che questo blog deve far pensare, trovatemi grandi imperi che siano durati così a lungo senza crollare per rivoluzioni interne. Solo l’amore — il vero amore che gli egiziani nutrivano per chi consideravano un dio vivente, avendo assistito ai suoi miracoli — può spiegare ciò che fecero per lui. Il regno egiziano è stato infatti il più longevo della storia: 3.130 anni!.

Le nostre fonti

Note moderne che l’eclissi del 3.109 a.C, si sia realmente verificata.

NASA – ‘Five millennium Catalog o solar Eclipses’ . È il catalogo ufficiale della NASA, calcolato da Fred Espenak del GODDARD SPACE FLIGHT CENTER. 1) I calcoli sono basati su teorie astronomiche moderne VSOP87 PER IL SOLE e ELP-20007/82 per la luna. 2) Calcola tutte le eclissi dal 3.999 a.C. al 3.000 d,C. se si include anche il suo prolungamento ‘Catalog 3999 a.C. to 3000 d,C. 4) I calcoli tengono conto del rallentamento della rotazione terrestre misurato con laser linari. 5) Ci fu un eclissi totale il 5 febbraio 3109 a.C. proprio sopra Nekhen, l’antica capitale dell’Alto Egitto e città di Narmer.

JANE B. SELLERS: autrice del celebre saggio ‘The Death of Gods in Ancient Egipt: an Essay on Egyptian Religion and the fame of time’. Affonto’l’analisi astronomica legataalla datazione di un eclissi datata 3.104 (arrotondata negli studi correlati tra il 3.109 e il 3.100 a.C. ( differenze di anni per la nostra tesi COMPLETAMENTE ININFLUENTI)

P.S.: E RICORDATE BENE QUESTE NOSTRE PAROLE (che NESSUNO HA MAI SCRITTO):

SOLAMENTE CHI È STATO VISTO COMPIERE UN VERO MIRACOLO (e non vorremmo essere blasfemi affermando che per gli egiziani quello che hanno visto è di un impatto ANCHE MAGGIORE dei miracoli di Gesù, quelli veri ovviamente) PUÒ ASSURGERE AL POTERE DIVINO DI ESSERE UN DIO IN TERRA!

Non credo che questo sarà l’ultimo argomento sul tema.

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