L’ULTIMA CENA: 14 APRILE 1912 ORE 23:40

TITANIC

L’articolo di oggi sarà, come al solito, del tutto particolare. Non parleremo solo delle dinamiche dell’impatto, ma vi riporteremo indietro nel tempo per farvi respirare l’atmosfera di quelle ore, raccontandovi i fatti realmente accaduti e, soprattutto, cosa mangiarono veramente i più importanti esponenti della Belle Époque in una delle cene più leggendarie della storia moderna: l’ultimo banchetto dei passeggeri di prima classe dell’«inaffondabile» Titanic.

Il protagonista assoluto sarà ovviamente il menù originale, ma esploreremo anche tutto il contorno, ciò che accadde attorno a quei tavoli, osservando l’intera vicenda da un’angolazione del tutto inedita. Vi sveleremo dettagli impossibili da trovare in un unico articolo, o persino in un singolo libro.

10 aprile 1912: l’inizio del viaggio

Il 10 aprile 1912, a Southampton, in Inghilterra, si riunisce il fiore all’occhiello della società dell’epoca: nobili, grandi imprenditori e i volti più in vista della Belle Époque. Il motivo? Salpare per il viaggio inaugurale a bordo di un gigante dei mari considerato da tutti inaffondabile.

Non ci soffermeremo sulla psicologia o sulle motivazioni che spinsero molte di queste persone — fino ad allora restie ad allontanarsi dai propri paesi d’origine — a intraprendere una traversata rivelatasi poi fatale. Ciò che ci preme raccontarvi è l’ultimo pasto di quei passeggeri: una cena principesca, idilliaca.

Vi faremo «vedere» le portate di questo rarissimo menu, immaginando alcuni degli uomini e delle donne più potenti del mondo seduti a tavola alle 19:00 del 14 aprile 1912, pronti a gustare quella che sarebbe stata l’ultima, indimenticabile cena della loro vita.

Il menu originale dell’ultima cena della Prima Classe (14 aprile 1912)

Antipasti

  • Hors d’Œuvres Variés & Oysters: Antipasti vari con crostini di gamberi e ostriche freschissime.
  • Consommé Olga / Cream of Barley Soup: Brodo di vitello chiarificato guarnito con capesante e cetrioli, oppure vellutata d’orzo perlato.
  • Poached Salmon with Mousseline Sauce & Cucumbers: Salmone in camicia servito con salsa mousseline (una maionese calda arricchita con panna montata) e cetriolini.
  • Filet Mignons Lili / Sautè of Chicken Lyonnaise: Medaglioni di filetto di manzo su crostone con foie gras e cuori di carciofo, oppure sauté di pollo alla lionese con cipolle.
  • Vegetable Marrow Farci: Zucchine farcite con carne e verdure.

Secondi Piatti

  • Lamb with Mint Sauce: Agnello servito con salsa alla menta.
  • Roast Duckling with Apple Sauce: Anatroccolo arrosto accompagnato da salsa alle mele.
  • Sirloin of Beef Château Potatoes: Controfiletto di manzo con patate Château.

Contorni

  • Green Peas: Piselli freschi.
  • Creamed Carrots: Carote alla crema.
  • Boiled Rice: Riso bollito.
  • Parmentier & Boiled New Potatoes: Patate Parmentier (tagliate a cubetti e rosolate nel burro) e patatine novelle lesse.

Intermezzo

  • Punch Romaine: Sorbetto al rum e champagne profumato all’arancia e limone (servito per rinfrescare il palato prima delle portate successive).

Seconda Sezione di Secondi (dopo il sorbetto)

  • Roast Squab & Cress: Piccioncino arrosto intero adagiato su un letto di crescione (all’epoca una carne prelibata e raffinatissima).
  • Cold Asparagus Vinaigrette: Asparagi freddi in salsa vinaigrette per una pausa fresca.
  • Pâté de Foie Gras & Celery: Pâté di fegato d’oca servito con sedano fresco croccante.

Dolci e Dessert

  • Waldorf Pudding: Budino caldo alla vaniglia con noci e mele (ricetta creata al celebre Hotel Waldorf di New York).
  • Peaches in Chartreuse Jelly: Pesche immerse in gelatina al liquore Chartreuse.
  • Chocolate & Vanilla Éclairs: Éclair farciti alla vaniglia e glassati al cioccolato.
  • French Ice Cream: Gelato alla francese (preparato con panna, latte, zucchero e tuorli d’uovo).

Nota: pochissimi sanno che sulla nave non c’era soltanto il ristorante principale di Prima Classe. Esisteva anche un secondo locale più intimo, da appena 140 posti, gestito dall’italiano Luigi Gatti. Lì si pagava a parte, la cucina era rigorosamente francese à la carte e i prezzi erano da capogiro! Se ne parla raramente perché non ci sono giunti dettagli sul suo modo di cucinare e, soprattutto, non è mai stato ritrovato alcun menu o documento di quel ristorante.

La verità oltre la leggenda

Ci sarebbe un’infinità di aneddoti da raccontare su questa tragedia. Ma, come vi abbiamo promesso, noi guardiamo la storia da un’altra prospettiva. I nostri articoli non sono la semplice riproduzione di una pagina di Wikipedia: vanno ben oltre. Noi amiamo ciò che scriviamo, lo facciamo con passione e verifichiamo più volte ogni singola informazione, andando a scovare dettagli che altre fonti ignorano o reputano secondari.

Proviamo a calarci nell’atmosfera di quella sera. Eravamo in piena Belle Époque: la gente voleva divertirsi, gli uomini e le donne indossavano abiti eleganti e gioielli meravigliosi, seduti in sale sfarzose a degustare pietanze prelibate. Dopo un banchetto così ricco, è del tutto naturale che alle 23:39 la stragrande maggioranza dei passeggeri si trovasse già nelle proprie cabine a riposare, oppure nei salotti a leggere e conversare. I più tenaci si intrattenevano nella sala fumatori giocando a poker o a bridge, mentre l’orchestra aveva appena terminato il proprio repertorio.

Alle 23:40, però, l’idillio si spezza. Il Titanic — «la nave che nemmeno Dio potrebbe affondare», come raccontò un membro dell’equipaggio a una passeggera poi sopravvissuta — urta un iceberg e inizia lentamente a imbarcare acqua.

Inizialmente l’impatto fu quasi impercettibile. Soltanto alle 00:05 vennero calate le prime scialuppe di salvataggio, molte delle quali partirono semivuote. I primi razzi di segnalazione furono lanciati alle 00:45. Le scialuppe successive vennero messe in mare con sole 11 o 12 persone a bordo, a fronte di una capienza di 65 posti, poiché la maggior parte dei passeggeri riteneva fosse ben più sicuro rimanere sulla nave piuttosto che scendere nell’oscurità dell’Oceano.

A testimonianza del clima di quei momenti, dagli atti ufficiali delle inchieste sul disastro si legge:

«After the Titanic hit an iceberg and began to sink, the leader of the band, Hartley, with his fellow members started playing music (‘Songe d’Automne’, a waltz better known simply as ‘Autumn’), to help keep calm the passengers while the crew helped them to get inside the life boats.»

Il mistero dell’unico menù superstite

L’unico esemplare cartaceo del menu della cena del 14 aprile è giunto fino a noi per un dettaglio del tutto fortuito: quella sera, cinque commensali che avevano cenato insieme vi annotarono a penna i propri nomi e indirizzi con l’intenzione di rivedersi una volta arrivati a New York.

Questo prezioso documento storico è stato venduto il 7 novembre 2015 dalla casa d’aste Heritage Auctions a Dallas, in Texas, per la cifra di 118.750 dollari (Lotto #48179, la fonte da cui abbiamo estratto con esattezza le portate reali). È stata la stessa casa d’aste a certificarne l’assoluta autenticità come l’unico menù originale rimasto dell’ultima cena del Titanic.

Questo significa che i menu di cui vedete spesso le foto sul web sono dei falsi o delle riproduzioni commerciali. Anzi, vi diciamo di più: non esistono nemmeno foto ad alta risoluzione dell’originale, poiché la casa d’aste ne ha oscurato la diffusione anche su internet e l’acquirente è rimasto anonimo.

Per concludere, vi invitiamo a mettere a confronto le nostre ricostruzioni con quanto si trova in rete. Proprio su Wikipedia è presente un errore grossolano: se cercate l’ultimo menu del Titanic, vi verrà mostrato quello del pranzo (Luncheon) e non quello della cena (Dinner)!

Alla prossima storia, amici carissimi!

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